My skin is green and red

8th June 2007

L'intruso de La morte alle calcagna

Già avevo gradito Truth Serum, e ora questo La morte alle calcagna del finnico Marko Turunen si può leggere come un ennesimo passo più in là nella rivisitazione supereroistica. Dei poteri resta il potenziale inespresso, dell’ironia più nulla (esplicitamente), dell’immagine i costumi appiccicaticci, del resto l’alterità aliena nei superproblemi di un sottoquotidiano di coppia molle e routinario da far sembrare Daniel Clowes e minimalisti vari degli esagitati mattacchioni. Epperò nella narrazione clinica e nella gabbia fatalmente regolare di questa pericalisse (un)heimlich, casuali dettagli epifanici, buchi neri ellittici e improvvisi tagli visionari alzano veri e propri ‘turbini d’afa’. Artisticamente ed esistenzialmente in linea con la benemerita Canicola, il fumetto è stampato verde marziano su bordeaux, anzi viceversa, con il riempimento sporco delle superfici che attenta continuamente alla pulizia dei contorni. E ho delle ustioni sulle mani.

(Grazie a vuoto)

Elephant Serenade

28th May 2007


Andrea Liuzza e Alessia Salvalaio

The truth is not self-evident

Tim Fite

A proposito di revival anni 90, Tim Fite è un altro di quelli. A seguire Gone Ain’t Gone di un paio di anni fa è da poco uscito Over the Counter Culture. Controcultura o cultura della cassa: più che un disco un pamphlet. Tanto che Tim, per dimostrare coerenza, ha deciso in accordo con la Anti di permetterne lo scaricaggio gratuito. E si rinnova la samplacopia slackerdelica beckiana, hot dog dance stavolta sul piede di guerra, meno indolenzita rispetto al debutto e più hip hop rispetto al signor Hansen. Atrofizzando (per il momento?) i tentacoli folk USA e incorporando gambe supplementari in levare (la title track, Camouflage, schegge ovunque), con immutato gusto collagistico per i finti jingle, quest’ultimo figlio di Frankenstein macina sarcastico rifiuti pop, piazza la sua scommessa e in assetto da combattimento lancia la marcia verso il palazzo ("a king is not a president, a crime is not a government" etc). Bene così, ora si attendono i prossimi Gunshow e il progetto improbabile insieme a Rio En Medio.

Nancy Elizabeth Cunliffe

21st May 2007

Nancy Elizabeth Cunliffe

Un altro disco del 2006 passato ingiustamente sotto quasi totale silenzio è l’EP di debutto di Nancy Elizabeth Cunliffe. La giovine inglese (della contea rurale del Lancashire) si è rifugiata per due notti tra i riverberi di un’antica chiesa (stile corinzio, precisa) e con chitarra e arpa (celtica, ciao Giuanna) ma anche harmonium, autoharp, thai kim (eh? soggiorno in Thailandia, dice) e all’ascolto direi forse qualche altra cosuccia, ha intagliato le sei canzoni gioiellino di The Wheel Turning King (Timbreland, microetichetta mancuniana dall’occhio lungo). Una scrittura delicata, sanamente radicata nel folk britannico, quindi brumosa, umida e verde anche quando è meno circolare (Place to Shelter, tendente al folk-rock) o più eccentrica (le corde percussive di Wildfire), appoggiata sulla voce rinfrescante di Nancy che duettando con se stessa (la title track) si incammina senza timore verso i picchi di Murdoch.

Un mini che quatto quatto mi mette sulla mappa un nome. Se consideriamo che l’album nuovo è circa pronto e in uscita a fine estate e che la nostra si fa notare anche in un leggiadro trio di arpiste, potremo presto vedere se la scommessa è vincente.

My favourite Trabant

19th May 2007

Trabant Mobil 

I Trabant Mobil: se vi dicessi che fanno rock progressivo magari non credereste che possono spararvi un pezzo così

Trabant Mobil - My Penguin in FrigorFreezer

E allora non lo dico, ché tanto è solo un elemento tra gli altri pastichiati dai nostri al secondo parto, My Favourite Pelo. In tal bouquet, giallo e rosa come una sweet sweet vagina, l’iconico veicolo non esita a raccattare ogni sorta di autostoppista, aggiungendo vocine a vocione, funkartoon meccanici a sambe di plastica, sospensioni spaziali a turgori hard-prog, feeling noir a tentazioni jazz, e buttando sul piatto, già che ci è, spruzzate di cineseria tarocca, elettrobeats, ambient, carillon fuorigiri e voci (e) trovate qb. Il tutto non torturato nel giardino zorniano né prosopopeizzato come in certi seventies, ma condotto con serio entusiasmo verso il deragliamento grottesco (per dire, potrebbero fraternizzare con l’Industrialien, o forse no). Contattateli, non ve ne pentirete.

Borneo to be wild

8th May 2007


Video degli ineffabili Selvaggi del Borneo

Seppia in Val Padana

4th May 2007

polesine

A volte non serve cercare lontano per il pantano

Gruppo Folk Internazionale - Polesine

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