Through the horned clouds

23rd August 2007

Skye Klad

Nel loro terzo ed ultimo disco (datato 2004) i minnesotani Skye Klad (da non confondere con Skyclad) mantengono un equilibrio tra immaginario biblico e occulterie folk noir e dilatazioni psichedeliche che possono rimandare a degli Spacemen 3 meno abrasivi quanto a jam comunarde anni 70, un suono a suo agio nell’estetica di casa Darkholler Hand/Eye. Skye Klad plays The Musick of Cupid’s Orkustra Asleep Within the Magick Powerhouse of Oz (tra i titoli e l’artwork di TiMOTHy Renner non ci sarebbe nulla da aggiungere) parte con ballate chitarristiche un po’ Of the Wand and the Moon cantate con tenebrosità blues caveiana ("the arms of Christ are the Cross of Lorraine"), per poi rapidamente tuffarsi in cavalcate notturne in cui dietro alle pennate di acustica e alle percussioni rituali nuotano -e progressivamente emergono- una serie di feedback flautati (Fleeting Faunus), suoni boschivi, onde sinusoidali (Beyond the Ice and Storm), echi e spettri. Incastonata nel mezzo la messa in canzone di The Sleeper di E.A. Poe propone una ripartenza, e ripartenza sia: dalla carica cornuta di Wildes Heer di nuovo nella selva fuori e dentro, a ballare intorno al fuoco con driadi e satiri, fino alla chiusa ultraflangerizzata che preconizza una inevitabile indicibile calata da nord.

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