Nancy Elizabeth Cunliffe

21st May 2007

Nancy Elizabeth Cunliffe

Un altro disco del 2006 passato ingiustamente sotto quasi totale silenzio è l’EP di debutto di Nancy Elizabeth Cunliffe. La giovine inglese (della contea rurale del Lancashire) si è rifugiata per due notti tra i riverberi di un’antica chiesa (stile corinzio, precisa) e con chitarra e arpa (celtica, ciao Giuanna) ma anche harmonium, autoharp, thai kim (eh? soggiorno in Thailandia, dice) e all’ascolto direi forse qualche altra cosuccia, ha intagliato le sei canzoni gioiellino di The Wheel Turning King (Timbreland, microetichetta mancuniana dall’occhio lungo). Una scrittura delicata, sanamente radicata nel folk britannico, quindi brumosa, umida e verde anche quando è meno circolare (Place to Shelter, tendente al folk-rock) o più eccentrica (le corde percussive di Wildfire), appoggiata sulla voce rinfrescante di Nancy che duettando con se stessa (la title track) si incammina senza timore verso i picchi di Murdoch.

Un mini che quatto quatto mi mette sulla mappa un nome. Se consideriamo che l’album nuovo è circa pronto e in uscita a fine estate e che la nostra si fa notare anche in un leggiadro trio di arpiste, potremo presto vedere se la scommessa è vincente.

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