Puzzi come dopo l’ora di ginnastica

26th April 2007

sloth skeleton

Brothers of the Occult Sisterhood - Temple of the Sloth

Paciosi con degli unghioni enormi, mammiferi a sangue freddo con la testa indipendente e quel ché di umano che inquieta: se i gatti vengono da Marte, i bradipi sono una plutonica allucinazione controfelina in slowmotion. Se muoiono appesi lì restano.

Animal Speak era carino, ma Run From Your Honey Mind è ad un altro livello.

Strings collection

19th April 2007

Naked City - Radio
Spingi e spingi pare che qualcuno l’abbia vista quell’opera unica che è Strings. Come si può agilmente leggere qui e qui (o forse si fa prima qui, poche fonti comunque) pare che Hideaki Anno se ne esca ora con un suo Soturingusu. Viste certe tendenze giappe, e le potenzialità del nostro (NGE rimane un incredibile punto di non ritorno), forse dobbiamo aspettarci qualche pippa bondage.

 

Spring collection

16th April 2007


I piedoni dell’artwork non mi lasciavano indifferente

Caghiamorrèp con i suoni da dippàuz

14th April 2007

Crookers Limonare
Dopo ripetuti avveduti ascolti del mixtape, con la mano a lisciare il mento e lo sguardo all’infinito, sono alfin giunto alla conclusione che, saranno i frutti di stagione sarà il grasso di balena che ste traxxx lubano dalle recchie in giù, lo Zingohype ci ha beccato: Crookers capriolano ormoni quasi come Scuola Furano un paio di anni fa. C’è un pezzo nella green pilllist qui di fianco. Fatevi un giro. Ignoranza pura.

Cos’e'Paz

13th April 2007

Paz Lenchantin
Cheddire di Paz Lenchantin? Che si tira su i capelli in un Perfect Circle, se la ride con Billy Corgan, suona per i sordi e per la Herrema e poi passa ad offrire i suoi molteplici servigi ad un Pajo di gruppi come Silver Jews e Brightblack Morning Light, fino a stabilirsi negli ex-prewar Entrance? Che nel frattempo trova pure il tempo di lavorare all’ultimo, grande, film di Michael Mann? Che con un curriculum così se ne esce dopo sei anni dal mediamente sconosciuto debutto solista con meno di un quarto d’ora di cdr (reperibile solo su myspace) dedicato al fratello suicidatosi nel 2003? Che in questo quarto d’ora sola soletta propone una specie di eterealizzazione non spaziale del country-folk, tutta archi bavosi e vocine quasi Josephine Foster? Direi che cose delicate come il Kentucky Hymn (e gli altri due tre pezzi più compiuti) vestono molto adeguatamente, e meglio, il suo aspetto da incrocio pellerossa tra una Catta Powera e una Judee Sill.

Gimme back my flag

11th April 2007

Psalters Logo

Dopo i Trees, un’altra comune cristiana dagli U.S.A. Ancora musica corale, ancora apertura alle musiche tradizionali altre, ancora una struttura rituale liturgica. Ma il ph dell’aria non è lo stesso, no no, e un fuoco 2006 marchia la Messa dei Psalters. Che è una celebrazione violenta, sulfurea, combattiva. Che non trovate in nessuna top ten di fine anno. Ma che è una rivelazione, sorprendentemente bella e potente.

Liturgy bookletRiuscite ad immaginare un disco in cui ci siano melodie mediorientali, tambureggiamenti africani, spezie klezmer, piedmont, esteuropee e celtiche senza che le varie influenze siano smussate in una pappetta world, ma anzi in cui tutto converga in un attrito tensivo? Un disco che sia intensamente folk e politico ma sanamente lontano dal (argh) combat folk de noantri? The Divine Liturgy of the Wretched Exiles è tutto questo e di più, sputato fuori con l’ardore di un esorcismo che spurghi il dolore di una tribù nomade senza pace da duemila anni. Una tribù che si sfilaccia in un delta di voci per poi ricompattarsi in una transe fluviale posseduta. Una parata di monstri in un percorso celebrativo salvifico, dal ticchettio impazzito su bordone di gola di Trisagion (l’introito) alla marcia di Psalm 6 (l’atto penitenziale), dal gospel blues disastrato di Rich Man and Afghanistan (il kyrie eleison) ai field recordings bellici che condiscono i melismi arabeggianti nel dramma bifronte Amal (la colletta), dal Tom Waits in catene che si trascina catramoso in Dig It Up (l’offertorio) ai crescendo esplosivi di Hosanna (il Sanctus) e Lord’s Prayer (il Padre Nostro), dal groove afro baritono di Scarfdance (scambiatevi un segno di pace) alla paradisiaca oasi a cappella dell’Agnus Dei, dopo cui si scivola verso scenari meno travagliati: Badlands si chiude in una danza pellerossa, Dumpster Divers spezza il pane in uno stomp festaiolo, All Who Are Weary è un folk appalachiano assorpresa intimo e pacato, Train de Vie risolve l’exeunt in una fanfara balcanica. Su tutto ciò urla belluine da Antico Testamento, lamenti muezzinici, cori forsennati tra il gospel e l’inferno, corde archi e percussioni a profusione e tutto un ben di dio di sei righe fitte fitte di strumenti più o meno pronunciabili (e un libercolo completo di testi e spartiti).

Già da questi 80 minuti scarsi di musica si capisce come qualche osservatore abbia potuto definirli anarco-cristiani. Se poi si leggono i testi, ci si aggiunge un aspetto a metà tra il freak hippie e il punkabbestia, una definizione di ‘liturgia’ come ‘opera del popolo’ (e qua ci sta tutta), le dichiarazioni sulla consapevolezza politica del nomadismo, è evidente come il loro agire sia prossimo all’idea di stato nascente, al movimento più che all’istituzione. Coerentemente, il disco non è sul mercato (ed ecco perché non ne leggete in riviste e webzine): si può ottenere scrivendo ad un indirizzo indicato sul sito (fateci un giro, guardate le foto, scaricate gli mp3), donando poi un obolo a propria discrezione.

Ora, io non sono uso stilare classifiche di fine anno

Sado Maso

10th April 2007


Aie ! Oh ! C’est bon !
Allez bois ton huile de ricin…
(Baaah ! C’est gras !)
Termine ce litre fillette…
(Oui mais pas plus, hein ?)
Et brûle moi le bout des seins…
(Avec quoaaaa ?)
Au tison de ta cigarette !
(Ça sent l’cochon grillé !)
Pour avaler une araignée…
Tu nous en fais bien des histoires…
(Toujours des araignées !)
Pour terminer ta bouchée…
(Oui mais la dernière !)
Tu vois c’est pas la mer à boire !
(C’est toi qui l’dis !)

Aaaaah ! Oh ! C’est bon !

C’est ton heure d’être fouettée…
(Oh chic alors !)
Apporte moi vite la badine…
(Ah ! c’que j’aime ça !)
Après tu pourras m’enfoncer…
(Quoi, mon Amour ?)
Toutes ces punaises dans la poitrine !
(Ça va être formidable !)
Il te faut manger ta purée…
De gros cafards et des limaces !
(J’préfère les hannetons)
Ne prends pas cet air dégoûté…
(J’voudrais t’y voir !)
Non je t’en prie, pas de grimace !
(Elles sont pas fraîches tes limaces !)

AaaaAAAgh ! C’est boooon !
Je n’arrive pas à couper…
(Ben Qu’est-ce qui s’passe !)
Avec mes ciseaux ton oreille…
(C’est pas d’chance alors !)
Tant pis allons nous recoucher…
(T’as raison !)
Parmi nos tessons de bouteilles !
(Oui perdons pas d’temps !)
Laisse moi taillader ton dos…
Avec un épluche légume !
(Un peu plus bas !)
Puis refais moi ton numéro…
(Lequel, chéri ?)
De tatouage au porte plume !
(T’en raffoles, hein ?)

AaaaaaaAAAaaah ! C’est bon !

AaaaAAAAaah ! Oh ! C’est trop bon ça !

Ah ! c’est formidable !
Ah ! c’est terrible !

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