Four leaves left

24th March 2007

four falling leaves cover

Four Falling Leaves è frutto del lavoro a chitarre e pc di Daniele Signorino. E quando dico chitarre e pc (ma lui dice campionamenti), purtroppo scatta l’etichetta: folktronica, glitchpop, comevoletechiamarlo. D’accordo, questo augenblick ha tutte le stimmate del genere ormai sovresposto: melodie decostruite, cineserie pianistiche (rouen), dita che strusciano sulle corde (dust on disk), ritmini post drum’n'bass che anche quando sono più marcati (boulevard montmartre) non coprono mai le atmosfere pastorali. Però, però. Qua la manipolazione del suono mi sembra densa, l’incastro delle voci di Alessandra Vaghi riuscito e in definitiva i 15 minuti e spiccioli del cdr passano (appunto) in un battibaleno ma si prestano volentieri all’immersione. A cominciare dall’acquatica title track:

Four Falling Leaves - Augenblick

Non so se Daniele stia portando avanti il progetto (l’EP è dell’autunno 2005) e in certi casi nemmeno la rete aiuta. Sperando che tutto non scompaia nel nulla, potete contattarlo via mail.

UPDATE: ehi Daniele ha un blog.

Allontaniamoci verso / il centro dell’universo

22nd March 2007

Occhio che si spoilera questo.

E’ tinetta che insistette.

(no cgi?!)

The tart with the cart

cockles or mussels?

Belli i cd 3′’, e obbligano a focalizzare. Questo dei Matmos è un’appendice all’ultimo album, dedicata ad Alan Turing. Dopo un’esplorazione delle possibilità ritmiche dell’Enigma Machine e una giocosa oscurezza in bassa battuta (ed alta densità) declamata dal David Tibet (tutto notevole), arriva la loro versione di Cockles and Mussels. La canzone di Molly Malone, pescivendola di giorno e pesciprendola di notte, inno ufficioso di Dublino, si presta volentieri a letture farsesche se non sarcastiche, e in tal senso probabilmente lo stesso Turing l’aveva suonata all’ufficiale che era andato ad arrestarlo (per oscenità, cioè: omosessualità).

I nostri però ne danno una resa grandemente elegiaca, commosso omaggio al matematico e logico britannico che supera non solo i Tunng ma anche ogni altro matmostrattamento di materiale tradizionale. Inizia e sembra minimalismo: voce, violino, un drone di hurdy gurdy sdoppiati sfasati e stratificati in una spirale ascendente di suoni celestiali. Gradualmente si fanno strada brandelli del tema, al terzo minuto esposto finalmente in primo piano dalla voce (ancora bellissima, della gloriosa Clodagh Simonds) mentre la sarabanda si allontana e sfuma nel solo violino (di Blevin Blectum … !). La melodia domina il paesaggio sereno, l’acustica di Mark Lightcap lavora sotterranea. Al quinto minuto sembra tutto finito, invece morbida sorpresa parte il vocoder meno eighties della storia, solo per far risaltare la nudità dell’ultimo refrain. Un progressivo spogliarsi, sofisticato ma solo dietro la semplicità. Folk masterpiece 2006 A.D.

Matmos - Cockles and Mussels 

Big big clock

21st March 2007

Mi era sfuggita la news della ristampa dei polycitati Polyrock. Per fortuna l’edipeo enciclopedico mm2 ci rinfranca lo spirito. Facciamolo ascoltare sto pezzo, e anche l’opening track, va.

Polyrock - Your Dragging Feet

Polyrock - Romantic Me

(poi magari mm2 ci spiega cos’è sta roba qui)

A kind of magic

19th March 2007


Grazie a Peekaboo per la segnalazia

E’ tutto intorno a te

Anvedi c’era un’occhio seduto circa di fianco a me


Per le spalle vedremo

18th March 2007

Il random prewar picking del giorno è dell’uomo più alto del pianeta


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